Stress da lavoro
E' grigio e scuro, ma non piove e finalmente è venerdì.
Ieri al lavoro è stata una giornata piuttosto pesante, il pomeriggio quelli della Spagna mi han fatto fare i salti mortali e per buona parte della serata ho avuto un certa pressione cardiaca.
Una piccola nota di positività: ho scritto un'e-mail a Federica, la quale mi ha risposto dopo poche ore, con un breve messaggio, dicendomi che sta scarpinando in giro per l'Europa a un ritmo di 30 km al giorno, ma non mi ha detto esattamente dov'è.
Mi chiedo cos'abbia pensato di me quell'unica sera che siamo usciti insieme. Alcuni segnali positivi c'erano stati, secondo me, ma può essere stata solo un'effimera impressione.
Alla sera ero a cena con due ex-colleghi di università, Fabio e Damiano, ci siamo inerpicati su per il carso triestino per andare in un fantomatico posto che si chiama "Mezzaluna", ma dopo aver cercato per circa mezz'ora su viscide e strette stradine in salita, dopo un breve sterrato semi-allagato, abbiamo trovato il locale: chiuso. Così abbiamo ripiegato su una pizza nella "città delle navi da crociera", Monfalcone. Fabio sta cercando lavoro da solo due mesi, però è già un po' in crisi perché è effettivamente dura entrare nel mondo navale. Io, invece, sono stato quasi sfacciato nella mia prodigalità nell'elargire consigli, un po' ex cathedra,
davanti a un Fabio vagamente perplesso e disilluso. Ma ho cercato solo di fargli capire che oggi bisogna essere un po' bugiardi a un colloquio se vuoi che ti prendano.
Ieri al lavoro è stata una giornata piuttosto pesante, il pomeriggio quelli della Spagna mi han fatto fare i salti mortali e per buona parte della serata ho avuto un certa pressione cardiaca.
Una piccola nota di positività: ho scritto un'e-mail a Federica, la quale mi ha risposto dopo poche ore, con un breve messaggio, dicendomi che sta scarpinando in giro per l'Europa a un ritmo di 30 km al giorno, ma non mi ha detto esattamente dov'è.
Mi chiedo cos'abbia pensato di me quell'unica sera che siamo usciti insieme. Alcuni segnali positivi c'erano stati, secondo me, ma può essere stata solo un'effimera impressione.
Alla sera ero a cena con due ex-colleghi di università, Fabio e Damiano, ci siamo inerpicati su per il carso triestino per andare in un fantomatico posto che si chiama "Mezzaluna", ma dopo aver cercato per circa mezz'ora su viscide e strette stradine in salita, dopo un breve sterrato semi-allagato, abbiamo trovato il locale: chiuso. Così abbiamo ripiegato su una pizza nella "città delle navi da crociera", Monfalcone. Fabio sta cercando lavoro da solo due mesi, però è già un po' in crisi perché è effettivamente dura entrare nel mondo navale. Io, invece, sono stato quasi sfacciato nella mia prodigalità nell'elargire consigli, un po' ex cathedra,
davanti a un Fabio vagamente perplesso e disilluso. Ma ho cercato solo di fargli capire che oggi bisogna essere un po' bugiardi a un colloquio se vuoi che ti prendano.

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